Raffaello Sanzio: le mescolanze e i ritratti

Raffaello Sanzio (Urbino 1483-1520) per la pittura è allievo di Perugino. Nelle sue opere si nota l’influsso di diversi artisti, come ad esempio di Michelangelo Buonarroti (1475- 1564) suo contemporaneo e di Piero della Francesca (1416-1492) a lui precedente.
Raffaello ha uno stile raffinato che si appoggia ai dettagli; è molto bravo nei ritratti in cui prima amalgama l’impressione personale, avuta dalla persona che vuole ritrarre, poi riflette la caratterizzazione emotiva della persona stessa. I ritratti di Raffaello sono originalmente già moderni.

Un certo sentimento del deserto: il Manierismo

Il Manierismo è un movimento artistico che interessa l’intera Europa, che ha uno sviluppo estremamente fiorente in Italia e per il quale alcuni importanti artisti, vissuti tra la fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento, sono da considerarsi ispiratori e maestri: Michelangelo (1475-1564), Leonardo (1452-1519), Vasari (1511-1574), Albrecht Dürer (1471-1528).

Tiziano Vecellio, Paolo Caliari, Jacopo Robusti su tela

La componente autografa per il Manierismo è pienamente realizzata; molto spesso riconoscibile, come ad esempio nel caso dei Tintoretto (Venezia, 1519 – 1594) in cui l’umore è sul punto di essere toccato.
The autograph is perfectly signed during Mannerism; often it is recognosable as in the case of Tintoretto’s (Venice, 1519 – 1594) in which the bodily fluids are on the verge to be touched.

Carracci, Pietro da Cortona, Guido Reni

Quella fondata da Ludovico Carracci (Bologna/1555-1619) insieme ai cugini Annibale e Agostino (*) è solo una delle tante scuole di pittura sorte nel XVI secolo a seguito della tendenza per le Accademie di pittura inaugurata dal da Vinci e dal Vasari. Dei tre Carracci è possibile riconoscere tratti distintivi e notare come la loro scuola si muova nel verso delle indicazioni sorte in seno alla controriforma. Annibale (Bologna 1560-1609 Roma) è il più mobile dei tre, si sposta volentieri dalla loro bella Bologna per recarsi a Roma dove è chiamato a dipingere palazzi su commissione papale e dove, di lì a pochi anni lavorerà il grande Pietro da Cortona (Cortona 1596 – 1669 Roma). Guido Reni frequentail solito ambiente culturale e anche lui dipinge per lo Stato Pontificio; i suoi capolavori tengono insieme gli stili del Caravaggio e dei Carracci