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Ernando Venanzi, pittore del tempo

Il tempo e la tela

Trovo che Ernando in questo periodo sia più creativo che mai; è da un anno che non lo vedo e non è invecchiato di un giorno.

Tra di noi sembra quasi che quest’anno di distanza si sia piegato su stesso come una pence nel tessuto, una rientranza che c’è eppure è quasi invisibile se non per una ruga, una cicatrice più profonda delle altre.

Il tempo un anno dopo, ora fa quell’effetto di continuare a scorrere esattamente dove è stato interrotto.

Nuovi quadri, nuovi scenari

Non è facile a dirsi quali siano stati gli effetti del lock down 2020 su ognuno di noi, genericamente, per quello che possono valere i numeri quando si parla di persone, alcuni studi mostrano che ad esempio i disturbi dell’alimentazione, quali l’anoressia e la bulimia, siano aumentati del 30% nel corso dello scorso anno, chissà poi cosa sia successo effettivamente ai numeri intorno alla depressione.

Nello specifico capire cosa è stato nelle vite di ognuno è ancora più intricato.

Le nostre vite sono state interrotte forzosamente come acqua dentro una diga, ma si sa che l’acqua non si può fermare e anche che qualsiasi fiume riprende sempre il suo letto prima o poi, per quanto possa essere stato deviato e prosciugato.

Realizzare veramente cosa la pandemia ha significato nelle vite di quelli che conosciamo più profondamente, non è affatto banale, restiamo certi di una cosa, da qualche parte questo effetto è già sfociato oppure da qualche parte, sfocerà.

Ernando Venanzi ha dipinto moltissimo nel 2020, persino più del solito e lui è uno che, già a cose normali, dipinge per la maggior parte del suo tempo.

Dunque mi ha fatto vedere i suoi bozzetti.

La Divina Commedia di Ernando Venanzi

Sta preparando per il 2021 una mostra con illustrazioni della Divina Commedia.

Alcuni quadri sono già su tela, vivi, come sempre quando si parla di Ernando Venanzi.


La mostra è in programma per il 2021, in occasione del 700esimo anniversario di Dante Alighieri.

Oltre a quelli che Ernando ha deciso di mostrare in anteprima Inside The Staircase, io ho visto il volto di Dante Alighieri e poi quello di Virgilio.

Dante è profondamente umanizzato, riconoscibile per i tratti somatici è incarnato nella tela con il sentimento di stupita incredulità in cui ho riconosciuto una sfumatura che definirei l’espressione di serietà della situazione per quanto possa essere incredibile, il ritrovarsi all’inferno, vivo.

Morto invece Virgilio, ammetto che il quadro mi ha dato i brividi, dopo aver guardato il dipinto per un po’, ho esclamato:

“Ernando, ma questo è morto!” e lui a me:

“Be’ certo che è morto, questo è Virgilio”.

Ammetto di essermi a quel punto ritrovata così d’improvviso nel bel mezzo della Divina Commedia, al seguito di Dante e dell’anima del duca suo, Virgilio.

Ho visto poi Caronte che traghetta le anime e anche, singolarmente, Pier delle Vigne, o meglio gli arbusti secchi, dannazione dei morti suicidi, come ricordate nel canto XIII della prima Cantica, in cui spezzando un rametto esce del fumo e l’anima dannata del custode dei sigilli di Federico II di Svevia il quale racconta di essersi suicidato perché vittima di calunnia, poi Gerione l’incarnazione della frode e altri.

Ho visto poi le anime del Purgatorio e quelle del Paradiso, l’incontro con Beatrice.

Francobollo Ernando Venanzi

In programma un nuovo francobollo dedicato a Ernando Venanzi, se il primo risale ai fulgidi inizi della sua carriera, un’opera filatelica del Principato di Monaco.

Nel 1997 per il 700esimo anniversario della casata reale Grimaldincesco Grimaldi detto il Malizia a cui è stata affiancata un’opera di Rubens, mentre quello che è in programma prossimamente è un francobollo italiano.

Un riconoscimento di grosso taglio che l’Italia porge a Ernando Venanzi, una cosa che succede forse una volta nella vita e che – gli appassionati di filatelia ben intendono- non capita a tutti, ma a un artista che -tanto per dirne una-, ha realizzato oltre 500 mostre internazionali e che continua a realizzare tele con una prospettiva, una fantasia unica al mondo.

Come gli esperti di filatelia sanno esce una coppia di francobolli e relative cartoline postali, vediamo quali.

Lepanto 1571 e I cavalieri di Santo Stefano con Cosimo II

Al 450esimo anniversario della battaglia di Lepanto è dedicata l’uscita di un francobollo e di una cartolina postale della poligrafica dello Stato Italiano.

Il rilascio è previsto a giugno 2021 ed è è consta di un quadro di proprietà della famiglia Ascani di Pisa, il cui autore è proprio il maestro Ernando Venanzi.

Questa volta il Venanzi è accompagnato dalla riproduzione di un quadro, databile 1607-1610, di proprietà pubblica, che raffigura Cosimo II in abito di Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano con i cavalieri di Santo Stefano del pittore Franceschini detto il Volterraio.

Il dipinto a olio realizzato da Ernando Venanzi raffigura la battaglia di Lepanto, tenutasi in mare il 7 ottobre 1571; le cinque galere consorelle capitanate dalla galera stefaniana “Capitana” al comando del cavalier Orazio Orsini e con a bordo l’ammiraglio Cavaniglia si recano allo scontro con l’imbarcazione turca Muezadine Alì Pascia.

La galera stefaniana Capitana […]conduceva le cinque consorelle allo scontro con la turca Muezadine Alì Pascià strappando la fiamma di maestra conservata nella chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri a Pisa.

dalla didascalia

Il dipinto realizzato nel XVII secolo che accompagna l’opera della battaglia di Lepanto, mostra Cosimo II in abito di Gran Maestro degli Stefaniani sugli scalini in marmo bianco di Carrara, antistanti la porta principale della chiesa conventuale della Religione.

Il Gran Maestro Cosimo II incontra i cavalieri dell’ordine religioso e militare di Santo Stefano papa e martire di ritorno dalla battaglia di Barra in Barberia, in particolare accoglie Silvio Piccolomini e l’Ammiragli Inghirami con il Marchese Colloredo quali comandanti delle forze stefaniane; il dipinto si trova nella Loggia della villa La Pietraria.

Cosimo II in abito di Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di S. Stefano davanti alla porta maggiore della chiesa Conventuale della Religione […]accoglie Silvio Piccolomini e l’Amm. Inghirami con il Marchese Colloredo […].

dalla didascalia

Articolo in aggiornamento


di Elettra Nicodemi

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