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Collaborazioni _ le dieci uscite della rubrica donne (in nero)

Bella e appariscente la Madonna in nero di Giorgio Culinovic

Pubblicato il 7 Maggio 2019

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La Madonna in nero dello Schiavone è di una bellezza immediata e di una unicità del tutto particolare perché fonde irripetibilmente insieme caratteristiche basso medievali a particolari di altri periodi, vediamo come è possibile e quali sono le caratteristiche nel seguito dell’articolo,

Dal sito dei Musei Reali: “La Madonna e il Bambino sono raffigurati all’interno di un’edicola marmorea costruita su modelli tratti da Donatello e Mantegna: l’architettura è decorata con amorini, candelabri, vasi ed altri ornamenti in marmo policromo e in bronzo. L’insieme si ispira alle architetture e alle sculture antiche, […]. In bilico sul parapetto, in primissimo piano, un piatto colmo di frutti (pere, mele e limoni) rappresenta uno dei più bei particolari di tutta l’opera dello Schiavone e un magnifico brano di natura morta ante litteram, […]

Donne (in nero), L’Iverny: il tardogotico in Galleria sabauda

Pubblicato il 30 Aprile 2019

http://www.iltorinese.it/donne-in-nero-liverny-il-tardogotico-in-galleria-sabauda/

Donne (in nero) a Torino è una rubrica di pittura in dieci uscite iltorinese.it ed è anche una manifestazione pacifista che si svolge in centro a Torino ogni ultimo venerdì di ogni mese

Dal sito dei Musei Reali: “Il trittico è l’unica opera firmata dell’avignonese Iverny, forse acquistato direttamente in Provenza da un membro della famiglia Nucetto di Ceva. La cultura figurativa della corte papale di Avignone è rivisitata alla luce delle novità del tardogotico parigino.

Fronte e retro del trittico di Giovanni Martino Spanzotti

Pubblicato il 23 Aprile 2019

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Per chi avesse iniziato solo adesso a seguire la serie, negli articoli precedenti si è trattato di vari quadri accomunati dalla caratteristica comune di ritrarre donne –per la precisione madonne- vestite (o meglio ammantate) di nero.

Dal sito dei Musei Reali: “Unica opera firmata di Spanzotti, il trittico presenta forti analogie con il suo grande ciclo di affreschi, le Storie di Cristo, nella chiesa di San Bernardino a Ivrea (Torino). Il senso moderno dello spazio e l’indagine psicologica riservata ai protagonisti convivono con il gusto ancora tardogotico del fondo oro.”

Per le donne (in nero) a Torino è già periodo di mele

Pubblicato il 16 Aprile 2019

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Per la settima uscita di donne (in nero) a Torino vediamo il dipinto olio su tela conservato ai Musei Reali di Torino, intitolato Madonna con bambino tra i santi Bobone e Eligio vescovo con angelo musicante del pittore italiano Gaudenzio Ferrari; sullo sfondo del quadro scelto, alberi di melo carichi di frutti.

Dal sito dei Musei Reali: “L’opera appartiene a un momento di intensa attività per prestigiosi incarichi tra Piemonte e Lombardia. La predella si trova oggi al Lowe Art Museum di Coral Gabes (Florida, USA). L’angelo intento a suonare l’arpa in primo piano attesta il particolare interesse dell’artista per la raffigurazione degli strumenti musicali.

Da Giovenone a Benson: le donne (in nero) di Torino

Pubblicato il 9 Aprile 2019

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Online la sesta uscita della serie donne (in nero), si parla di Gerolamo Giovenone pittore piemontese allievo di Gaudenzio Ferrari e in particolare della Madonna in trono con bambino tra i santi Abbondio e Domenico, la committente Ludovica Buronzo e i suoi figli, nell’articolo c’è spazio per un parallelo con le vesti della Madonna di Ambrosius Benson conservata a Palazzo Madama, Resta connesso!

Dal sito dei Musei Reali: “Precoce esempio di pala a spazio unitario. Il trono della Vergine, i santi e i donatori sono raffigurati entro una raffinata edicola aperta sul paesaggio. È il momento della prima maturità del pittore, che si rende autonomo dall’influenza di Defendente Ferrari e, avvicinandosi a Gaudenzio, incomincia a declinare le novità pittoriche e compositive di Raffaello.
La pala fu commissionata dalla vedova di Domenico Buronzo, referendario ducale di Carlo di Savoia e proviene dalla cappella di famiglia dedicata a Sant’Abbondio nella chiesa domenicana di San Paolo a Vercelli
.”

La Madonna (in nero) del Giovenone

Pubblicato il 2 Aprile 2019

La Madonna (in nero) del Giovenone

Segui il link per leggere la nuova uscita di “donne (in nero)”, si parla della Madonna con il bambino tra i santi Giulio d’Orta e Giuseppe, conservata ai Musei Reali di Torino, si ricapitolano le uscite precedenti e si parla naturalmente di Donne in Nero, il movimento contro la guerra presente con una manifestazione pacifica in centro città a Torino ogni ultimo venerdì del mese. Stay tuned!

Dal sito dei Musei Reali: Lo schema compositivo è semplificato, senza uno sfondo naturalistico. Ampio spazio è dato all’iscrizione dei committenti e agli attributi dei santi, a indicarne la destinazione devozionale. L’opera conferma l’adesione di Giovenone ai modi innovativi di Gaudenzio, principalmente nella figura della Madonna con il Bambino che riprende il modello raffaellesco.

Mantegna, Madonna con bambino e sei santi: un’anima bronzea per le donne (in nero) a Torino

Pubblicato il 26 Marzo 2019

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Puoi leggere la serie “donne (in nero)” sulla rivista web ilTorinese.it, online la 4a uscita dedicata alla Madonna con bambino e sei santi di Andrea Mantegna. Lo spunto per donne (in nero)? Il movimento contro la guerra “Donne In Nero” nato in Israele nel 1988, Resta Connesso!

Dal sito dei Musei Reali: “Maria, pensosa, regge in grembo Gesù bambino, robusto e impettito come un piccolo Ercole. In basso, accanto a loro, Giovanni Battista, appena più grande di Gesù, scruta incantato il cugino, lasciando trapelare i dentini da latte. In-torno, come un’architettura di corpi, stanno Santa Caterina d’Alessandria e altri quattro santi non identificati.
La storia di questa tavola parrebbe cominciare nel giugno del 1480
[…]

Donne (in nero) a Torino, un polittico a più cornici

Pubblicato il 19 Marzo 2019

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Polittico di Sant'Anna, Gaudenzio Ferrari, 1508, Musei Reali Torino.
Gaudenzio Ferrari, Polittico di Sant’Anna, 1508. Conservato presso Musei Reali Torino

Hai già letto la terza uscita di donne (in nero) si parla del polittico gaudenziano datato 1508 di cui una parte è conservata ai Musei Reali di Torino e poi naturalmente della manifestazione presente a Torino in centro città ogni ultimo venerdì del mese, Stay tuned!

Dal sito dei Musei Reali: “Il polittico di sant’Anna si colloca nella fase iniziale della carriera di Gaudenzio e risente del linguaggio pittorico di matrice centro italiana conosciuto a Roma, durante un viaggio di formazione. È la prima opera realizzata per Vercelli e segna un elemento di rottura rispetto alla tradizione pittorica precedente. Completano l’opera due tavole con l’Annunciazione oggi alla National Gallery di Londra.

A Torino per le donne (in nero) la Madonna delle Ciliegie

Pubblicato il 12 Marzo 2019

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La seconda uscita delle donne (in nero) pubblicata a marzo 2019 è dedicata alla Madonna delle Ciliegie del Maestro dell’agosto di Palazzo Schifanoia. Si parla di arte e del movimento contro la guerra Donne in Nero presente a Torino con una manifestazione silenziosa ogni ultimo venerdì del mese

Dal sito dei Musei Reali: “Alcuni elementi dell’opera […] di gusto ancora tardo gotico sono motivi caratteristici dello studiolo che Leonello d’Este fece realizzare nella delizia di Belfiore intorno alla metà del Quattrocento.  L’opera va ricondotta proprio allo straordinario clima culturale che si sviluppò a Ferrara a partire da questi anni, trovando significativi confronti stilistici con l’attività giovanile di Ercole de’ Roberti e con la decorazione del ciclo dei Mesi realizzata ad affresco in Palazzo Schifanoia, in particolare con il maestro attivo nel mese di Agosto che si è proposto di identificare con Gherardo di Andrea Fiorini di Vicenza, […].

La Duccio di Buoninsegna tra le donne (in nero) di Torino

Pubblicato il 5 Marzo 2019

http://www.iltorinese.it/la-duccio-di-buoninsegna-tra-le-donne-in-nero-di-torino/

Collegati per leggere la prima uscita della serie donne (in nero) a Torino, protagonista la Madonna di Duccio di Buoninsegna

Dal sito dei Musei Reali: “La tavola raffigura Maria seduta su un trono ligneo, mentre regge il piccolo Gesù in piedi sulle sue ginocchia. La Madonna volge lo sguardo verso di noi e con le mani controlla i movimenti del Bambino che sembra arrampicarsi per abbracciare la madre. Questo particolare figurativo e la composizione in generale, anche se ribaltata, dipende dalla Madonna di Cimabue nella chiesa dei Servi a Bologna (1280-1285). Verosimilmente si trattava di una pala un tempo collocata sul tramezzo di una piccola chiesa, forse un convento (al momento del rinvenimento si parlò del monastero di Montughi o di altre località nei dintorni di Firenze). […]

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