Storia dell'Arte

Un certo sentimento del deserto: il Manierismo

ENGLISH VERSION AT THE BOTTOM_ Il Manierismo spesso diviso in primo Manierismo e tardo Manierismo per indicare con maggior precisione il periodo a cui si vuol fare riferimento, appartiene al Cinquecento. Si tratta di un movimento artistico che interessa l’intera Europa, che ha uno sviluppo estremamente fiorente in Italia e per il quale alcuni importanti artisti, vissuti tra la fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento, sono da considerarsi ispiratori e maestri: Michelangelo (1475-1564), Leonardo (1452-1519), Vasari (1511-1574), Albrecht Dürer (1471-1528). Loro hanno aperto la strada per una nuova pittura; hanno influito sostanzialmente sulla visione degli oggetti nello spazio, realizzando la conquista della prospettiva e mettendo in grado, attraverso lo studio delle loro opere, di realizzare una copia della tridimensionalità reale. Per questo potrebbero essere considerati “numi tutelari” del Manierismo, movimento che tuttavia ha al fondo una necessità di novità ulteriore.

Deposizione di Cristo di Jacopo Pontormo anche detta Deposizione di Santa Felicità dal nome della chiesa fiorentina in cui si trova
Jacopo Pontormo, Deposizione, c.1526-28, olio su tavola, dim. 3,13 x 1,92 m, Firenze Chiesa di Santa Felicita

Con il Manierismo siamo in un periodo in cui i grandi pittori hanno piena padronanza del campo prospettico, la novità sta nel fatto che gli artisti manieristi tolgono di mezzo il punto focale.

Gli uomini sono dipinti al di fuori di una posizione sensata. Sono fuori dal luogo in cui dovrebbero essere collocati. Non sarebbero lì se il dipinto volesse rispondere a una distribuzione pesata, se fosse realizzato su griglia prospettica, proporzionale ad altri elementi (umani, architettonici, del paesaggio). Dunque l’uomo non è più in una posizione centrale, definita; non siamo più di fronte alla sicurezza “o qui o non altrove”, come era stato per i quattrocenteschi,

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Sebastiano del Piombo, Pietà, 1516-17, olio su tavola, 225 x 260 cm, Viterbo, Musei civici

quando l’uomo era al centro di ogni ragionamento, al centro dello spazio e persino al centro dell’universo. Il Cinquecento sente una duplice angoscia: una quella di non riuscire più a immaginare i confini del mondo e poi quella di una situazione completamente nuova, non introdotta appropriatamente prima, le Indie Occidentali. Delle quali non si sapeva nulla, ma che certo erano già esistite. Una situazione, quella che segue la scoperta del nuovo mondo, che si domanda: Come abbiamo potuto non accorgercene prima? Comprensibilmente ne segue il decentramento delle figure umane e non solo. Per esempio i piedi, metafora per la solidità, l’appoggio, la sicurezza, sono nel Manierismo lievi, messi metaforicamente su ciò che non si conosce con esattezza. Visivamente sono leggeri o appoggiati sofficemente, hanno imparato a reggere su qualcosa di meno definito.
Che la Scoperta dell’America sia l’inizio di una nuova era è una delle considerazioni più comuni in storiografia, d’altronde le moltissime novità introdotte, come il commercio di merci sconosciute, sono state anche una forte presa di coscienza del nuovo mondo. In quel periodo si è universalmente conquistato un sapere: si può disegnare in scala una cosa grande come il mondo e un disegno opportunamente interpretato può essere corrispondente al vero. Questa conquista ha vari risvolti, perché forma il pensiero in modo più incisivamente simbolico.

Realized by Rosso Fiorentino between 1537 and 1540, it is a Pietà (not a deposition from the cross)
Rosso Fiorentino, Pietà, 1537-1540, olio su tela trasferito su legno, dim. 125 x 159 cm, Parigi, Museo del Louvre

La stessa cosa è realizzata dalla scrittura, quotidianamente, pensiamo ad esempio a chi tiene una pagina di diario. L’esercizio della scrittura è utile per il racconto di sé, aiuta a ordinare razionalmente gli eventi accaduti nella giornata. Rifletto su come l’introduzione della fiction in letteratura porti a un nuovo genere di consapevolezza, rendendo il pubblico partecipe della possibilità di pensare a futuri eventuali, futuri realizzabili; mi rassicura del fatto che è verosimile che la percezione di uno spazio mondiale, porti alla realizzazione di porzioni di quadri dipinte come se la scena continuasse altrove. Riguardandoli, se ci fossero altre persone e altri luoghi oltre a quelli dipinti in questi quadri, allora non parrebbero sovraffollati o decentrati o sospesi. A margine, abbiamo visto nel successivo stile Barocco (luglio 2017) una brillante ulteriore realizzazione della multifocalità all’interno dei quadri. Si ricorda per le molteplici scene, Pietro da Cortona, il Ratto delle Sabine. Il Seicento in pittura arriva a una consapevolezza ineludibile, unita ad una vera e propria presa di possesso dello spazio pittorico.

“Il terribile sentimento del deserto ci afferra davanti agli orizzonti liberi, alla prospettiva in tutte le direzioni che si apre con la fine delle vie prefissate”

Elettra Nicodemi

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Fonti (*) Sources:

Piero Adorno e Adriana Mastrangelo, Arte Correnti e artisti volume 2°, Dal Rinascimento Medio ai giorni nostri, pagg. 153 e seguenti;

SECONDARIE, Su una possibile altra periodizzazione storiografica a parte di quella su grandi periodi cfr. Federica Morelli, Il mondo Atlantico (Carocci, 2013), Introduzione; per l’introduzione della fiction in narrativa spec. Giovanni Paoletti, Pensare la rivoluzione (ETS, 2017) pag. 24 e altrove; la citazione in fondo all’articolo è liberamente tratta da Il “sentimento del deserto”. Dalle pianure slave al vecchio Occidente di Giuliano Campioni in Friedrich Nietzesche, Il Nichilismo europeo, Frammenti di Lenzerheide, (Adelphi, 2006) pag. 60.


English Version

A sort of desert sentiment: the Mannerism

Realized by Fra' Bartolomeo the canvas had been cutted in the upper part, heads of Saint Paul (right) and of Saint Peter (left) lost.
Fra’ Bartolomeo, Deposizione (dopo il restauro), c.1515, olio su tavola, dim. 199 x 158 cm, Firenze, Galleria Palatina

The Mannerism. often di vided in first Mannerism and late Mannerism to more precisely denote the period referred, belongs to XVI century. It is an artistic movement that interest the whole Europe, that in Italy has a very huge development, and for which few important artists that they have been living across the end of XV and the beginning of XVI century, are to be considered masters: Michelangelo (1475-1564), Leonardo (1452-1519), Vasari (1511-1574), Albrecht Dürer (1471-1528). They opened the way for a new Painting, they substantially influenced on the vision of object in surronding, realizing the conquer of perspective while they enabled anyone to realise a copy of the three-dimensional reality, studing their masterpieces. That is the reason why they would be considered “tutelary deity” of the artistic movement of Mannerism that has a further need of newness.  

Deposizione di Cristo di Jacopo Pontormo anche detta Deposizione di Santa Felicità dal nome della chiesa fiorentina in cui si trova
Pontormo, Deposizione, c.1526-28, olio su tavola, dim. 3,13 x 1,92 m, Firenze Chiesa di Santa Felicita

During the period of Mannerism painters have full mastery of the prospective field, the newness is placed in the fact that artists of Mannerism remove any focal points. Men are painted outside from their sensible position. Outplaced from the supposed location. They wouldn’t be there if the intention behind the painting would set up a balanced distribution and if it adhere to a perspective grill proportional to other elements (humans, architectural or of the landscape). So the man is no more in a central position, a defined one; we are no more in front of the safety “here or no elsewhere”, differently from what fifteenth-centuries people felt due to the fact in that period man was at the centre point of any thought and also at the centre of the Universe.

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Sebastiano del Piombo, Pietà, 1516-17, olio su tavola, 225 x 260 cm, Viterbo, Musei civici

The sixteenth-centuries feels a double anxiety: first to don’t be able (at least no more capable) to imagine the far limits of the world, then the second one, the anxiety coming from a completly new situation, never appropriatly introduced before: Western.

America was already surely existing before. A situation that one follows the discovery of the new world that needs an answer: how we weren’t able to realise it before? The decentralization of human figures and not only comprehensibly follows the question. In example feet, feet to speak metaphorically are symbol for solidness, for support, safety. In Mannerism feet are delicate, still speaking metaphorically, put on what it isn’t exactly know. Visually it are lightweight, as if they learned to stand on something less defined.

That the discovery of America would be considered the beginning of a new era is historically one of the most common consideration. Other wise the newnesses introduced are stacks, i.e. the commerce of uncommon wares. It gave a strong awareness of the New World. In that period something universally became common, a knowledge had been conquered: it is possible to draw something big as the world using a scale and a painting conveniently interpreted could coincide to reality. That’s a conquest, and it has many implications, because of it moulds the thought in a sharper simbolic manner.

Realized by Rosso Fiorentino between 1537 and 1540, it is a Pietà (not a deposition from the cross)
Rosso Fiorentino, Pietà, 1537-1540, olio su tela trasferito su legno, dim. 125 x 159 cm, Parigi, Museo del Louvre

The same is realised by writing, daily, i. e. let’s reflect to whom keep a daily record, a diary. The exercise of writing is useful to produce the so called “tell of him/herself”, it helps to rationalise events that happens during the day. I reflect on the insert of fiction into Litterature, fact tha brought a new kind of awareness, letting the public in condition to image further eventual future; it reassures me of the fact that it is plausible that the perception of a global space perception broughts to the realisation of portions of canvases painted as if the scene is continuing elsewhere. Looking those canvases for the second time, I see the eventuality that there are other persons and other places over painted ones, then those canvases won’t appear overcrowded or decentralised or suspended. On the edge, we read in the successive Baroque stile (July 2017) a brilliant ulterior realisation of multiple focuses inside canvases. I recall the multiple scenes by Pietro da Cortona, il Ratto delle Sabine. The seventeenth-century referred to painting it will arrive to an inescapable awarness, to a complete control of the pictorial space.

“The terrible sentiment of the desert grabs us in front of free horizons, in front of the perspective in any directions that it opens when all presets ways are over”.

Elettra Nicodemi
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