Storia dell'Arte

Tiziano Vecellio, Paolo Caliari, Jacopo Robusti in più parti (2)

Jacopo-Tintoretto-Robusti, Danae, circa 1570, olio su tela, manca, Lione, Museo di belle arti

ENGLISH VERSION at the bottom_Di fronte al mito non è raro considerare il racconto in maniera ultra allegorica, adducendo al racconto mitologico una molteplicità di significati, una polisemia che gli appartiene solo di seconda mano. Polisemia che, allo stesso tempo, potrebbe essere considerata la fonte stessa della plurimillenaria longevità del mito.

In altre parole è molto comune giocare con il mito, aggiungendo alla visione del dipinto cose che appartengono alla propria esperienza personale. L’umanizzazione del divino, la traduzione, canonica in antica Grecia, delle forze spirituali in figure antropomorfe, nel momento in cui raggiunge il singolo individuo ottiene un’ ulteriore trasformazione, una sorta di personalizzazione. Si proiettano sul dipinto mitico i propri desideri, le fantasie, i godimenti, le speranze, il senso di giustizia; a volte si setaccia la paura della prevaricazione; guardando abbastanza a lungo, vediamo il buono e il bello di matrice greca nell’alienazione delle soperchierie e delle prepotenze; si aggiunge un lato erotico talvolta del tutto appartenente al 21esimo secolo, d’improvviso ancora eccoci di fronte a perversioni folli, a desideri di realizzazione, di fronte all’istinto di protezione;

Jacopo – Tintoretto- Robusti, Minerva allontana Marte da Pace e Prosperità, 1576-1577, olio su tela, dim. altezza 1,48 m x larghezza 1,68 m, Venezia, Palazzo del doge

perfino si finisce per immedesimarsi in uno o l’altro dei personaggi. Molto spesso si travisa il desiderio di vendetta, corretto per l’antica Grecia, traducendo in termini pietosi più comuni per la mentalità occidentale odierna. In ogni modo apriamo il racconto alla nostra esperienza personale; il mito può diventare spunto per raccontare qualcosa di simile accaduto nel nostro passato, un’esperienza. Attraversando il mito riportiamo al presente, cose talmente disparate e di cui l’allegoria sembra così lampante, vivida, verissima fino a che la campanella dell’incanto non suona riportandoci alla realtà immutabile della didascalia a fianco del dipinto.

Jacopo-Tintoretto-Robusti, 1548, olio su tela, dim, 4,15 x 5,41 m, Venezia, Gallerie dell’Accademia

Esaurito il primo momento ludico è possibile continuare a giocare con il racconto su tela, a patto di avere dimestichezza con alcuni strumenti di indagine della pittura che comprendono, la conoscenza dello stile pittorico e della mano dell’artista che realizza l’opera. La componente autografa per il Manierismo è pienamente realizzata; molto spesso riconoscibile, come ad esempio nel caso dei Tintoretto (Venezia, 1519 – 1594) in cui l’umore è sul punto di essere toccato. I dipinti sono abbastanza pieni di sentimento da permettere interpretazione da parte degli storici dell’arte.

Jacopo-Tintoretto-Robusti, Le muse, 1578, olio su tela, dim. 2,06 x 3,10 m, UK, Royal collection trust

Per esempio di fronte ai dipinti del mito è possibile riconoscere non solo quale sequenza del racconto è disegnata, ma anche indovinarne le sfumature di ciò che accadrà dopo o di cosa è accaduto fino a quel momento o più profondamente cosa sta accadendo in quella situazione. Si è autorizzati a riconoscere le intenzioni negli atteggiamenti delle pose, a sapere cosa fossero sul punto di gridare, cosa stessero tacendo agli altri, di quale fiducia fossero detentori. E ancora, più oltre si può speculare sul paesaggio che a volte è premonitore degli eventi futuri, interpretando, per esempio un rabbuiare o una bruma come la volontà del pittore di indicare un volgersi nefasto degli eventi. Stay tuned!
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Fonti (*) Sources:

Alcuna (Articolo di collegamento tra le parti! Non si è consultato nessun libro in particolare per la redazione di questa seconda parte dell’articolo, per maggiori info. attendere all’editoriale di febbraio)

Secondarie: VERONESE, miti ritratti allegorie, Romanelli, Mason, Strinati, Puppi, sir Clifford, Pedrocco, Scarpa; Skira editore, 2005, Milano, spec. pag. 28. Per l’interpretazione del paesaggio e degli atteggiamenti; 

DEL CORNO Dario, Letteratura greca, dall’età arcaica alla letteratura cristiana, G.Principato, copyright febbraio 1995, ristampa, §La poesia lirica dalla seconda colonizzazione dal VII sec. al V, spec. pag. 104 Esortazione alla guerra di Callino; §Le tragedie spec. pag. 176 La ‘colpa’ oggettiva. Per la civiltà “della vendetta/della vergogna”.

Elettra Nicodemi

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TITLE: Tiziano Vecellio, Paolo Caliari, Jacopo Robusti in few parts (2)

Facing the Myth we commonly consider the tell in a extra allegoric manner, adding to the mythological tell many meanings, we let it became polisemantic. That polysemy belongs to the myth by indirect means and that could otherwise be considered the source of the millenarian myth’s longevity

Jacopo-Tintoretto-Robusti, Danae, circa 1570, oil on canvas, absent, Lyon, Museum of beauty arts

In other words it is extremely common to play with the myth adding to the vision of the painting abstract items or concrete referents that exists in our personal experience but doesn’t in the painting. During ancient Greek time the divine humanization, the adaptation from spiritual forces to anthropomorphic figures, it reaches the individual but it obtains another adaptation trough-out how someone imagine it, it somehow is personalised. On the mythological painting we project our desires, our phantasies, our pleasure, our wishings/hopes, the feeling of justice; sometimes we unearth the fear of the prevarication; looking as long as it deserves, we see the goodness and the beauty from the greek matrix in the alienation of highandednesses and sopruses. We commonly add an erotic side that sometimes it is anachronistic. Suddenly, again, we face foolish perversions, ambitions, istinct of protection;

Jacopo – Tintoretto- Robusti, Minerva sents away Mars from Peace and Prosperity, 1576-1577, oil on canvas, dim. h. 1,48 m x l. 1,68 m, Venice, Doge’s Palace

at least we eventually immedesimate in one or another in the count of character. We often misunderstand the deside of revenge, correct for the ancient Greek, translating in merciful terms as it is more common for Western nowadays.

Anyhow we melt our personal experience within the tell; the myth became the occasion to tell something similar happened in past times, an experience. Breaking on throught the myth we actualize memories as plural as strange; we face the otherside.

Jacopo-Tintoretto-Robusti, 1548, oil on canvas, dim, 2,16 x 5,44 m, Venice, Gallerie dell’Accademia

Once the first ludic moment is completed, it is possible continue to play with the tell on canvas under the agreement to have experience of few historian work tools such as the knowledge of the trait of the artist who realise the painting. The autograph is perfectly signed during Mannerism; often it is recognosable as in the case of Tintoretto’s (Venice, 1519 – 1594) in which the bodily fluids are on the verge to be touched. Paintings are enough filled of emotions to allow interpretation from Art Historian.

Jacopo-Tintoretto-Bassano, Muses, 1578, oil on canvas, dim. 2,06 x 3,10 m, UK, Royal collection trust

In example in front of paintings we recognise not only wich sequence the painting refers but also we guess hints for what it will later happen or what happened, and we deeply recognise what is going to happen in that moment, exactly. It is possible to recognise intentions in postural attitude, to know what the figure was on the verge to speak up, which kind of trust the carachter depicted was having, what the others had been ceasing, what they concealed. For more and further it’s possible to conjecture on the landscape, that sometimes  is prophetic of events for the future, in example so to speak it is ominous while we interpret a sunset or a mist as the painter desire to mean something.

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