Storia dell'Arte

Tiziano Vecellio, Paolo Caliari, Jacopo Robusti in più parti (1)

Tiziano, Diana e Callisto, 1556-59, olio su tela, UK, National Galleries Scotland

ENGLISH VERSION AT the bottom_Nella storia della pittura ci sono alcuni miti che una volta che uno li conosca può ritrovarli in autori diversi e distanti nel tempo, come se tra di loro quei pittori si lasciassero le consegne a proposito di alcune storie fondamentali.

Il mito di Perseo è uno di questi e, parrebbe, dei più amati. Perseo uccide Medusa, lui è l’eroe che taglia la testa alla creatura femminile dai capelli vivi di aspidi e dallo sguardo mortale che tutti, almeno per sentito dire, saprebbero riconoscere. Lo scudo del Caravaggio dipinto con olii così decisi da parere vernici, su sfondo verde, mostra la testa di Medusa appena recisa dal collo. A guardare con insistenza -addentrandosi in particolari macabri- la testa è dipinta nel mentre l’ultimo fiotto di sangue che vi è affluito sprizza fuori; si può vedere il pallore del dissanguamento interessare repentinamente le guance come in un ossimoro dell’arrossire. Due spiegazioni interessano il racconto mitico intorno a quello scudo; riguardano l’appartenenza dello scudo. Potrebbe essere lo scudo di Minerva su cui la dea in funzione apotropaica, ha attaccato la testa appena recisa, perché così possa servirle per respingere gli avversari, oppure lo scudo di Perseo durante la battaglia, nel mentre in cui si svolgeva la battaglia, appena assestato il colpo di spada. Su quello scudo si sarebbe riflessa Medusa, riflesso che avrebbe permesso a Perseo di annientarla, che lo ha messo in grado di sapere dove fosse senza guardarla direttamente e perciò riuscire a salvarsi dall’invincibile sguardo che spegne la vita dell’avversario.

Tiziano, Apollo and Marsia, dopo il 1550, olio su tela, dim. 2,20 x 2,04 m, Repubblica Ceca, Muo

Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore, Belluno, 1488- 1576 Venezia) o più comunemente solo “Tiziano” disegna il mito ovidiano inerente a Perseo, su commissione del re Filippo II di Spagna. Delle sei tavole volute da Filippo II “Perseo e Andromeda” dipinto su larga scala (misura due metri e trenta di altezza per due metri e quarantatré di lunghezza).

Vediamo sulla sinistra una figura femminile incatenata in bocca al mare: è Andromeda; Perseo coi sandali alati, vestito di rosso e giallo è in alto sulla destra della composizione, nel mentre in cui si direbbe, sta cadendo in mare.

Tiziano, Perseo e Andromeda, 1554-1556 frs, olio su tela, dim. 2,30 x 2,43 m, Londra, Wallace collection

Nella mano destra tiene una falcetto e ha uno scudo saldamente ancorato all’avambraccio sinistro. In lontananza una costa, con una alta torre. Al centro del dipinto un dragone marino disegnato con il corpo emerso dall’acqua e le fauci spalancate.

Stando al mito sappiamo che la testa di Medusa dovrebbe essere ancora nella sacca magica in cui Perseo l’ha riposta non appena decollata; sappiamo per certo che Perseo è in possesso della testa perché la usa per sconfiggere il drago, e sappiamo che sta passando da lì, dal paese degli Etiopi, nel mentre in cui sta scappando dalle due Gorgoni che, accortesi dell’uccisione di Medusa, hanno preso ad inseguirlo per vendetta.

Tiziano, Bacco e Arianna, 1520-3, olio su tela, dim 1,76 x 1,91 m, Londra, National Gallery

In riguardo di Andromeda, Tiziano la dipinge nel mentre in cui si trova ancora incatenata alla mercé del mostro marino. Sappiamo che è stata incatenata, secondo il responso di un oracolo, per placare l’ira di Poseidone e che dopo essere stata liberata, seguirà Perseo fino a Serifo, probabilmente cavalcando il suo Pegaso (il cavallo alato si trovava nel ventre di Medusa da cui è uscito passando dal collo, reciso della testa), Stay tuned!

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Fonti (*) Sources:

Sullo scudo di Caravaggio per esempio si confronti  Taro Kimura, Un’ipotesi iconografica sulla testa di Medusa del Caravaggio, 2014, predella.it (spec. paragrafi §16-18 dedicati all’interpretazione berriana)

Wallace Collection;

Angela Cerinotti, Atlante dei miti dell’antica Grecia e di Roma antica, Demetra, 2000 Colognola ai Colli (VR), per cfr. voci corrispondenti ai nomi citati;

secondarie.

Paul Barolsky, Ovid and the metamorphosis pagg. 133, 167;

(*1) [English readers] Please, note “Minerva” is the goddes of wisdom, conflicts, craftsmans, latin name used also to refer the ancient greek Athena; differs from Medusa. tnx

written by / scritto da

Elettra Nicodemi

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TITLE: Tiziano Vecellio, Paolo Caliari, Jacopo Robusti in few parts (1)

In the history of painting we may consider few myths as essentials, myths presented by many painters far each other in time. As it may seems they share each other a knowledge to be carried to future generations and to be properly used.

Titian, Diana and Callisto, 1556-59, oil on canvas, UK, National Galleries Scotland

Perseus’ myth is in that count and also as it may seems one in the count of the most beloved. Perseus kills Medusa, he is the hero that cut off the head of the female creature holding lively hairs (asps) and a deadly gaze, that anybody would recognize at least for an hearsay. Caravaggio’s shield painted oil on wood using colors as strong as to appear varnish, green background, shows Medusa’s head severed just now from the neck. Looking with a steady gaze I see the loss of blood is interesting the face while I can pinpoint the whiteness. I peripherally thought the image as an oxymoron for to spread flush in face.

Titian, Apollo and Marsyas, after 1550, oil on canvas, dim. 2,20 x 2,04 m, Czech Republic, Muo

We may infer two different stories from the mythology about that shield; both belongs to the property of the shield. It may be the Minerva’s shield (*1) upon which Minerva herself apotropaically attached the severed head, for defence, to ward off enemies or it should be Perseus’ one shooted in a peculiar moment, during the battle, in the mainwhile the battle was happening, just dealt the blow. Upon that shield she probably revealed herself, the glare upon the shield let Perseus able to annihilate Medusa, the glare also let Perseus in condition to know where she was while it evitate to look her straight, in order to be save from the unbeatable gaze who fade the life of any adversary. Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore, Belluno, 1488- 1576 Venice) is as known as Titian. He paints the Ovidian myth pertinent to Perseus commited by king Philip II of Spain. The original commission by king Philip II refers to six tables one of those is “Perseus and Andromeda” painted on large-scale as the others (two meters and half  high, two meters fortythree lenght).

Titian, Perseus and Andromeda, 1554-1556 prbly, oil on canvas, dim. 2,30 x 2,43 m, London, Wallace collection

We see a female figure on the left. She is unchained on a rock in front of the sea: she is Andromeda; Perseus wearing winged sandals, dressed in red and yellow is painted on the right high part of the composition, while as it may seems he is directly falling in the sea. In the right hand he tightens a sickle and he has a shield firmly tightened on his left arm. In the sea line we see a coast and an high tower, probably a city from the Ethiopian country. In the focus of the painting a marine dragon: emerged body, opened jaws.

As the myth tells we know the head of Medusa should be in the magic bag in which Perseus conserved it just severed; we know -for sure- that Perseus is owning the head due to the fact he uses it to annihilate the marine dragon and we certainly infer he is passing from that place, means from the Ethiopian country, while he is escaping from the two Gorgons. Briefly, after the two Gorgons felt apart from the Medusa death, they kept on following him in order to ask for revenge.

Titian, Baccus and Ariadne, 1520-3, oil on canvas, dim 1,76 x 1,91 m, London, National Gallery

In respect of Andromeda, Titian paints her in the meanwhile she is enchained at the will of the marine monster. We know she has been enchained after an oracle’s response, in order to sedate the Poseidon‘s rage and that after to reach the freedom (Perseus broke her chains) she will follow Perseus to Serifo, riding probably with him, Pegasus, the winged horse broke out from the body of Medusa, exactly from the neck without the head), Resta connesso!

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