Storia dell'Arte

Anthony Van Dyck, Judith Leyster

Judith Leyster e Anthony Van Dick sono due grandi pittori del periodo barocco presi tra i tanti per alcune particolarità che permettono di riprendere alcuni aspetti del Barocco, periodo assimilato all’Impressionismo da Wölfflin (Heinrich Wölfflin,CH/Winterthur 21 giugno 1864 – 19 luglio 1945 Zurigo, storico d’arte).

Attraverso Judith Leyster, una donna pittrice – caso tra i singolari di cui si approfondisce nel video-editoriale, e grazie a Anthony Van Dick fissiamo nella memoria lo sguardo sulla realtà dei pittori seicenteschi con -in ultimo- una carrellata su gli altri fiamminghi e olandesi del secolo d’oro dell’arte barocca,

Anthony Van Dick, Guillame II as a child with a dog

Judith Leyster (Paesi Bassi, Harleem 1609-1660 Paesi Bassi, Heemstede) è una delle donne pittrici del Barocco fiammingo. Accettata nella gilda dei pittori di Amsterdam nel 1633, dipinge nature morte, soggetti femminili e maschili; il suo talento è nella narrazione della scena. Anthony Van Dyck (Anversa 1599-1641 Londra), immortale del periodo d’oro del Barocco olandese, dipinge scene bibliche e della mitologia classica. Più noto per i ritratti di coorte.

Solo in tempi recenti il nome Barocco si è esteso a tutta l’arte del Seicento. Nel secolo XVIII quando si cominciò  a delineare il concetto, “Barocco” si riferiva soltanto a quella manifestazione dell’arte che l’estetica classicheggiante di allora vedeva come eccessiva, confusa, bizzarra. Il concetto di Barocco rimase tale fino all’assimilazione all’Impressionismo riuscita grazie a Wölfflin (o Völfflin) studioso che istituisce delle categorie descrittive, estendendo le idee impressioniste all’arte seicentesca.

Judith Leyster, Un gioco di carte, 1633, olio su tela, dim. 54 x 43.5 cm, Museo delle belle arti di Rouen

In altre parole in conseguenza della descrizione wölffliniana risalta il Barocco-non-classicheggiante, infatti Wölfflin si concentra su un tratto del Barocco: la soggettivazione della visione artistica. E se Anthony Van Dyck riesce nel riempire di sentimento le figure umane che dipinge, la Leyster porta al vivo delle passioni, nonostante le imperfezioni (assimetrie dei volti e leggere sproporzioni tra le parti del corpo) trascina al cospetto  della godùria, del riso benevolo, del sollazzo della “Compagnia gioiosa” o nel divertimento de I giocatori di carte, così come Van Dyck mette davanti ai nostri occhi la serietà orgogliosa e severa de Il cancelliere Richardot e suo figlio, la ricerca del senno della Testa di un vecchio del 1630 circa o ancora la regalità del Principe Carlo Luigi I ritratto con il fratello Robert nel 1637.

Anthony van Dyck, Guillaume Richardot and his son,1618-19, pittura, dim. 1,15 x 0,82, Parigi, Museo del Louvre

La stessa forza del soggettivo ancora in Van Dyck è nella dirompente Venere e nell’erotico Vulcano, dipinti nel 1630 prima di entrare a far parte della corte dei pittori di re Carlo I di Inghilterra. Il Barocco filosoficamente è definito come il più grande mutamento di rotta della storia dell’arte, è la realizzazione compiuta di quanto è stato preparato dal Manierismo e ancora prima dal Rinascimento: lo spostamento di interesse verso l’essere a discapito dell’apparire. Così vediamo l’incanto ludico di Pieter Fransz de Grebber (Paesi Bassi, Harleem 1600-1652/3 ivi) in Giovani che soffiano delle bolle di sapone del 1625 (Museo del Louvre), l’immensità del paesaggio che Alexander Keinrich lascia immaginare (Paesaggio del 1625, Louvre), la affermazione di Jacob Van Oost il vecchio (1603–1671) nel ritratto di giovane uomo del 1625 e la semplicità smaccata di Anthonie Palmedesz in Gusto per la serie dei cinque sensi del 1660, pittori minori del Barocco fiammingo. Dipinti da cui realizziamo che l’immagine della quotidianità riesce a essere dipinta in maniera realistica.

Judith Leyster, Autoritratto, 1630, olio su tela, dim 74,6 x 65,1 cm, Washington DC, National Gallery of art

Risultato, quello del realismo, fortemente voluto e ricercato a partire dall’età gotica e -come detto- maturato nel Rinascimento, affinato col Manierismo, aumentato dal genio italiano da Caravaggio, riesce nel Barocco grazie ad alcune tecniche che si possono studiare a partire dal paesaggio, dall’ambiente dipinto o differentemente considerando in primis le figure umane. Le figure sono en repoussoir, portate vicinissime a chi guarda. Si scelgono per questo primi piani stretti o figure a mezzo busto. L’effetto è di ottenere un’intrinseca mobilità dello spazio e, emotivamente, far sentire la spazialità del quadro come dall’interno del quadro stesso. Di solito le figure prendono la parte bassa della tela fino a superarne i tre quarti. Sono dipinte con vividi particolari tali da agganciare l’attenzione dell’osservatore. La visione delle figure in primo piano chiede abbastanza tempo, per cogliere la composizione corporale su più piani e la bellezza del disegno carico di espressività emotiva, da portare lo spettatore a fianco della figura dipinta fino alla comprensione della vicenda narrata e all’accettazione della carica emotiva in essa contenuta, a questo punto di solito si fa attenzione allo sfondo, come per distogliere lo sguardo, e ora il paesaggio dipinto non è più tanto distante (o eccessivamente distante come potrebbe apparire) ad un osservatore che voglia cogliere tutti i piani della scena in un solo momento e che quindi si trovi ancora “fuori” dal quadro.

(*) FONTI-SOURCES:

Arnold Hauser, Storia sociale dell’arte, volume 2, p.170 e gg. in riferimento a Concetti fondamentali dell’arte Wölfflin ed.orig. 1956, (referring to Wölfflin)

Arnold Hauser, Storia sociale dell’arte, Volume secondo, Einaudi, 2001, Torino, p.170 e gg qui si affianca a Wölfflin lo studioso Riegl.

Wikipedia, Henrich Wölfflin

Museo delle belle arti di Rouen

Wikimedia commons, Anthony Van Dyck

Pieter de Grebber (vita); Jacob van Oost il vecchio; Bruges;

The Louvre all the paintings, Erich Lessing, Vincent Pomarède, Black dog & Leventhal publishers, 2011, Cina, pag. 310 e gg per Anthony Van Dick, pag. 318 per i pittori Pieter Fransz de Grebber, Keinrich, pag. 319 per Van Oost il vecchio, Palmedesz, pag.319 per Judith Leyster

Elettra Nicodemi

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English VERSION

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ANTHONY VAN DYCK, JUDITH LEYSTER

Judith Leyster (the Netherlands, Harleem 1609-1660 the Netherlands, Heemstede) is a woman of the Flemish Baroque. In 1633 she received admission to the guild of Amsterdam painters. She paints still lives, female and male subjects. She is gifted for the storytelling of the scene. Anthony Van Dyck (Antwerp 1599-1641 London) one of golden age immortal of the Dutch Baroque, he paints biblical scenes and Romans’ mythology ones. He is well known for Carl of England the first court portraits.

In recent times and not before the noun Baroque includes the whole XVII century art. During the XVIII century while people was beginning to define Baroque as a concept, Baroque was referring to a sort of aesthetic: an excessive and confused and bizarre one. The concept of Baroque will remain similar until a researcher named Wölfflin (or Völfflin) will explain the Baroque aesthetic as an aesthetic similar to the aestetic of Impressionism. So we may refer Impressionism assimilates Baroque. Wölfflin refers to Impressionism’s viewpoint to describe the seventeenth-century art.

Judith Leyster, A game with cards, 1633, oil on canvas, dim. 54 x 43.5 cm, Rouen Museum of Beauty Art,

Differently Wölfflin underlines a peculiar trait of the Baroque the not classical one: there is no more one and one only right viewpoint, any representation of the real is a good representation (“subjectivism”).

And if human figures depicted by Anthony Van Dyck are vibrant and rich in feelings, Leyster’s one bring the viewer to life passions, as a piece of meat is tossed by the butcher on a scale. Despite imperfections (faces assymmetries, little imbalances of body parts), she is able to show the bliss, the friendly laughter, the pleasure as in “the joyful company” or to paint the amusement as in The card players. So as Anthony Van Dick is able to show and the seriousness and the proud and the gravity of The Cancellor Richardot and his son, and he is able to show the searching for wit with “Head of an old man” (c.1630), or he is able to paint the regality of “Prince Carl Luis I portraied accompanied by the brother Robert” (1637).

Anthony Van Dick, Guillaume Richardot and his son, dim. 1,15 x 0,82 m, peinture, 1618-1619, Paris, Musée Louvre

The same strenght in the subject is painted by Van Dyck in the shattering Venus and the erotic Volcano, painted in 1630, before the entrance in Carl I of England painters entourage. Baroque philosophically is defined as the main twists and turns in the whole history of art. Manierism and Renaissance prepared the change, the focus had been adjusted from appearence to beingness. And Baroque is the completeness.

We see the ludic enchantment, in 1625 painted by Fransz de Grebber (the Netherlands, Harleem 1600 – 1652/3 same) in Youngs blowing bubbles of soap (Louvre Museum), we immagine the landscape immensity from a painting by Alexandre Keinrich (landscape, 1625, Louvre), the raison d’être by Jacob Van Oost the elder (1603–1671) in portrait of a Young man 1625, lastly the spontaneity in Taste for the five senses series painted by Anthonie Palmedesz in 1660, lesser painters of the Flemish Baroque. Watching theese paintings, we may realize that it was time to draw the every day realistically.

Judith Leyster, Selfportrait, 1630, oil on canvas, dim. 74.6 x 65.1 cm, Washington DC,  National Gallery of art

Realism is strongly desired and improved from Gothic epoch; honed during the Reinassence, sharpened by the Manierism, stunning augmented by the Italian genius from Caravaggio, realism in painting does succed during the Baroque. It is possible to recognize the realism studing few tecniques of painting above landscapes, surroundings or considering human figures. Figures are painted en repoussé very close to the observer. In accord to the choice, foregrounds or half puppets. The resulting effect it obtains a canvas internal space that it is moveable and it emotionally is able to let the observer feel himself inside the painting, may we say, close to depicted figures. Commonly figures occupy the low part of the canvas or canvas three quarters. They are artfully depicted using many vivid particulars so as to catch the attention and to intrigue the observer.

The scene in foreground requires enought time, due to the prospectic composition and the beautiness of the painting that is filled of emotional, to bring the observer at one side of  depicted figures, in order to comprehend the narration and to accept the emotional expressed. It is ordinarily at this time that  the observer searches the landscape, to detach himself. Now the landscape is not as far (or too much far) as it could appear to an another observer whom desire to catch all the levels in a blink, ought to from the painting, he is still out!

SOURCES (*)

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Elettra Nicodemi

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