Storia dell'Arte

Fauves, Matisse

Nel 1905 Henri Matisse è esposto al Salon d’Automne di Parigi. I suoi quadri si trovano tra quelli di altri pittori suoi contemporanei, tra loro assimilabili per la particolare veste figurativa. Prediligono l’uso del colore e per loro, la realtà dipinta è insieme vista e sentita. L’ arte per il gruppo che il critico Louis Vauxcelles chiama Bestie (Fauves) passa attraverso l’elaborazione della soggettività.

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Henri Matisse, Pesci rossi, 1912, olio su tela, dim. 147 x 98 cm, Mosca, The Pushkin State Museum of Fine Arts

Matisse (FR/Cateau Cambrésis 1896- Nizza 1954) prova il colore in varie tecniche. Si adopera con il pointillisme firmando opere marcatamente divisioniste fino a distendere i puntini o trattini con i quali si applica il colore alla tela, a larghi tratti che diventano zone.

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Henri Matisse, Ritratto con la riga verde, 1905, olio su tela, dim. cm 40 x 32, Copenhagen

I toni di Ritratto con la riga verde sono à plat, ciò significa, distesi per zone delimitate. Ritratto con riga verde, disegnato con tratto scuro, riporta colori funzionali seppur innaturalistici. La linea verde taglia in due parti il volto, realizza il cambiamento di luce che sfida la bidimensionalità.

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Henri Matisse, La danza, 1910, olio su tela, dim. m 2,60 x 3,90, San Pietroburgo

Il viso è incorniciato dalla massa dei capelli e si staglia luminoso sullo sfondo forte. L’arcata sopracciliare sottolinea lo sguardo profondo.
Lo slancio vitale della soggettività a cui il filosofo Henri Bergson ha dato allora di recente nuova dignità è lo stesso dell’espressionismo tedesco di cui si è visto nel Munch e Kirckner. La differenza che rivelano i Fauves sta nell’assenza di inquietudine quella che invece ci raccontano i contemporanei tedeschi. I Fauves portano nella loro intimità, e equilibrio e chiarezza solare e un certo grado di spensieratezza.

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Henri Matisse, Armonia in rosso (La stanza rossa), 1908, dim. m 1,85 x 2,21, San Pietroburgo Hermitage 

Certe volte, come nell’esempio La danza del pittore francese, vediamo cinque uomini nudi che, stando in tondo, si tengono per mano. Ma Matisse racconta un movimento: la danza. Non sta descrivendo un fatto.  La volgarità per questi uomini nudi manca, non vi è altra tensione se non quella del giro tondo.
Assomiglierebbe, fatta salva la distanza di tempo, a una pittura vascolare greca, Stay tuned ;)!

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Henri Matisse, Icaro, 1946, Francia, Centre San Pompidou
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1 risposta »

  1. [facebook url="https://www.facebook.com/783693268362054/videos/1029673283764050/" /]
    Con Georges Rouault siamo sul crinale. Da una parte abbiamo visto l’espressionismo tedesco dall’altra, più di recente i Fauves. Rouault (Parigi/1871-1958) è il pittore che cammina sulla filo del rasoio. Idealmente unisce Fauves e espressionisti tedeschi. Prende degli uni segno forte e immediatezza del colore, degli altri inquietudini e amarezze.
    I quadri di Rouault che nel 1905 sono esposti nei pressi dei fauvisti al Salon d’Automne, fanno scalpore. Il colore grigio scuro e la crudezza dei temi sono impressionanti. Le sue intenzioni sono descritte come più espressioniste che fauviste, dell’artista sappiamo della volontà di restare aderente al soggetto dipinto secondo elaborazione della sua soggettività. Rouault resta indipendente da contatti con i contemporanei tedeschi e non si annovera tra i fauvisti.
    Immersi nel mondo corrotto e violento di cui il parigino si fa pittore, ciò che vediamo nei soggetti di Rouault è l’incorruttibilità.

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