Storia dell'Arte

Cubismo, approfondimento

Pablo Picasso, Fabbrica a Horta ed Ebro, 1909, olio su tela, dim. cm 53 x 60 San Pietroburgo, Ermitage
Pablo Picasso, Fabbrica a Horta ed Ebro, 1909, olio su tela, dim. cm 53 x 60 San Pietroburgo, Ermitage

Louis Vauxcelles parlò di “bizzaria a cubi”; era il 1909, da allora le opere di Georges Braque e Pablo Picasso furono riconosciute con il nome di Cubismo.

Cubi: punto di svolta

Per Braque e per Pablo Picasso i cubi furono un punto d’arrivo.

Il risultato di studi intensivi per liberare l’immagine dipinta dalla visione che l’Impressionismo aveva imposto e che sembrava non voler abbandonare la pittura a nessun costo.

Il cubismo scavalca tutto questo.

Oltre l’impressione visiva

Lo fece con la bidimensionalità, Georges Braque e Pablo Picasso riuscirono nell’intento di dipingere cose e persone comuni al di là dell’aspetto “impressionato dalla vista”.

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Pablo Picasso, cubismo

Arrivarono a disegnare facendo uso dell’insegnamento di Henry Bergson: il riconoscimento avviene attraverso elaborazione di esperienze precedenti.

La coscienza prende forma attraverso il ricordo improvviso di una conoscenza dimenticata in memoria.

Come riescono i cubisti nel loro intento di dipingere il reale senza essere impressionisti tout-court?

Riescono scomponendo un’ immagine in facce; l’accostamento artistico crea la suggestione che impressiona il reale: è l’impressionismo cubista.


Il cubismo in effetti è rivoluzionario: il suo apporto alla comunicazione visiva credo sia del tutto sensazionale considerata la portata del cambiamento che mette su tela.

Libera l’arte dall’adesione alla sfera del visivo romantico; taglia ogni strascico emotivo appartenente al Romanticismo, in altre parole lo spleen, quel sentimento a metà tra fascinazione per la natura e malinconia assoluta mista a impotenza di fronte alla forza della natura, è completamente asciugato.

Sarà la componente primaria per tutte le correnti che vorranno dimenticare la forma convinte che l’arte sia espressione di qualcosa d’altro.


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Articolo in aggiornamento.

di Elettra Nicodemi

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