Storia dell'Arte

Il Futurismo, parte I

Milano, citata sul fondo dell’immagine di Poesia, la rivista in copertina, è la città industriale centro del futurismo. Fondato da Filippo Marinetti (nella foto in fondo) nel 1909, il Futurismo mira a esaltare la velocità, la dinamicità, la mutevolezza della vita. Schierato politicamente a destra, il Futurismo, confluisce nel fascismo per la sua volontà, superiore a qualsiasi remora morale. Accostato per una parentesi di tempo al socialismo non può essere avvicinato alla sinistra internazionale, ma piuttosto deve essere compreso nel nazionalismo, favorevole alla guerra.

here we are

“Poesia” copertina della rivista Poesia, fondatore e editore Filippo Tommaso Marinetti, 1909.

 

L’ideologia futurista è enunciata in vari scritti dalla somma dei quali risulta una poetica unitaria.

Del Futurismo si conosce comunemente l’attenzione ai rumori, ai suoni. La corrente artistica scardina il classico di eredità ottocentesca e mette attenzione alle sonorità urbane, ai rumori delle fabbriche, a quell’epoca in accrescimento con l’introduzione della produzione in serie. Lo strumento fondamentale dell’artista è la linea. Da guardarsi non più come segmento, ma come elemento di forza. I colori, gli oggetti e i piani sono accostati nella ricerca di contrasti, abbastanza vivi da renderli vitali. Si rende così il “dinamismo universale”.

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Marinetti, Bombardamento aereo n.67

Tra le molte opere appartenenti al movimento tra le quali copertine di riviste, quadri olio su tela e tempera su compensato si sceglie per la resa visiva della dialettica futurista una scultura bronzea, di Umberto Boccioni, la Forme uniche della continuità dello spazio, datata 1913, alta m 1,10.

, Umberto Boccioni, Forme uniche della continuità nello spazio, 1913

Umberto Boccioni, Forme uniche della continuità nello spazio, 1913, dim. h 1,10 m., Galleria d’Arte Contemporanea, Milano.

La percezione in sintesi della continuità del moto è all’attenzione di Boccioni (Reggio Calabria, 19 ottobre 1882 – Chievo, 17 agosto 1916) di cui si leggerà opera pittorica nella seconda parte dell’uscita sul Futurismo, il movimento artistico che ha interessato buona parte dei primi decenni del secolo scorso.

Stay tuned!

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Da sinistra: Remo Chiti, Nerino Nannetti, Bruno Corra, Emilio Settimelli, Arnaldo Ginna, Maria Ginanni, Vieri Nannetti e Filippo Tommaso Marinetti.

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Categorie:Storia dell'Arte

1 risposta »

  1. [facebook url="https://www.facebook.com/783693268362054/videos/1007742922623753/" /]
    L’età contempranea era avviata da abbastanza tempo da abbisognare di una svolta. I primi decenni del ‘900 sono ricchissimi di movimenti culturali e artistici, di personalità e artisti con una carattere così tanto forte da fare storia a sé. Il movimento che però pose un punto fermo nella Storia dell’arte fu il futurismo. Da esso presero le mosse pensatori contrari al movimento che estremizzava all’assurdo aspetti della contemporaneità. Il Futurismo fu eclatante e dissonante con il periodo precedente. Il futurismo ha cercato di cucirsi insieme alle novità della vita “post-prima-industrializzazione” arrivò alle masse di nuovi operai forse proprio grazie a quell’accento così marcatamente non-compassionevole. Ma le estremizzazioni come i fondamentalismi hanno nella storia breve durata. Il futurismo fu smantellato. La sua impalcatura era abbastanza riconoscibile e così tremendamente violenta da permettere contemporaneamente adesione o rifiuto ai suoi canoni.

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