Storia dell'Arte

Dada, approfondimento

Durante la prima guerra mondiale gli artisti contrari ai valori opprimenti di patria e nazione si rifugiano in Svizzera o emigrano negli Stati Uniti. Lo stato europeo neutrale ospita intellettuali di varie nazionalità; personalità con opinioni contrarie a quelle rappresentate dalla società allora contemporanea. La cultura della perfezione, della bellezza eterna è all’indice della rivolta dada.

Trousse d'un Da, Hans Arp, 1920, Centre Pompidou

Trousse d’un Da, Hans Arp, 1920, Centre Pompidou

Il fermento contro-culturale ha due centri Zurigo e New York. Agli albori del Dada i due fuochi non sono in contatto tra loro. Da Zurigo dada si propaga in Germania (Berlino, Colonia, Hannover) e in Francia, specialmente a Parigi. Dada ha un anno di nascita, il 1916, e un luogo di origine, il cabaret Voltaire di Zurigo.

Dada è stato prima di tutto un atteggiamento. Dissacrate, ironica, provocatoria, la corrente artistica anima una nuova concezione. L’attenzione a mostrare le abitudini mentali è il primo punto riconoscibile come trait-de-union tra gli artisti. I pensatori nuovi sono attenti a denunciare le trappole logiche in cui ci si imbatte con troppa facilità. Lo fanno scioccando, proponendo oggetti in contesti insoliti o attribuendo ad essi funzioni inaspettate. Dada è una ribellione nel verso della libertà.

Il poeta rumeno Tristan Tzara racconta come il nome, Dada, sia arrivato per caso, aprendo il vocabolario. Dada significa verso della lallazione, hobby horse o argomento su cui uno ritorna per preferenza nel corso di uno scambio interpersonale. Sulla parola dada era, stando al racconto di Tzara, accidentalmente scivolato un tagliacarte; dada mise tutti d’accordo.

Marcel Duchamp ebbe molto successo. Emigrò negli Stati Uniti ed espose a New York, di lui l’opera più famosa è Fontana del 1917. Un vespasiano in maiolica bianca, collocato capovolto su di un piedistallo in legno. Nel 1921, ancora Marcel Duchamp, prese una copia della Gioconda e vi scarabocchio sopra baffi e barba. La Gioconda di Duchamp è ancora oggi simbolo per iconoclasta. In Germania gli artisti più noti sono Hans Arp di cui l’immagine di copertina e Max Ernst. Di Arp e di Ernst si ricordano i collage. Si tratta di formare nuove immagini incollando ritagli di vecchie immagini. I collage sono una originale produzione dello spirito dada.

Man Ray è un artista dada nella prima parte della sua carriera artistica. L’americano produce oggetti ready-made come ad esempio nel 1921 il ferro da stiro con chiodi, intitolato Cadeaux.

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Elettra-ellie-Nicodemi

 

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Categorie:Storia dell'Arte

1 risposta »

  1. Come spesso accade le idee sobbollono in varie parti del mondo. Succede quando la necessità espressiva è abbastanza forte. Un bisogno imprescindibile che finisce per manifestarsi. Quando capita collega varie parti del mondo. Le persone che lo vivono si ritrovano unite. La loro convinzione diventa comune. Riescono a trasmettere anche a chi ha in nuce quella stessa credenza e ancora non lo sapeva. L’evidenza diventa condivisibile, fa scandalo in chi era arrivato a pensare intorno a quella stessa ovvietà. Il caso della stampa è noto nel corso della storia. Si fissa nel corso della Storia una data il 1456. Quello è l’anno dell’invenzione della stampa. Invenzione attribuita a Gutenberg, un fabbro tedesco. In quegli anni la stampa a caratteri mobili era nell’aria. In diverse parti d’Europa la stavano perfezionando. Non si è trattato di un fulmine a ciel sereno. Si trattava solo di afferrarla.

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    Il Dada covò nel secondo decennio del secolo scorso. Le sue braci ardevano in Europa e in America, la società costituita era così opprimente. In Europa il luogo propizio per la strutturazione in forma condivisibile avvenne in Svizzera. Storicamente si parla di Zurigo, la data fissata è il 1916 e se volessimo mettere una bandierina sulla mappa della città, la ficcheremmo sul cabaret Voltaire. A proposito del nome Dada, è dedicata la Quote. L’approfondimento è disponibile online su insidethestaircase.com

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