Storia dell'Arte

Pop-art: a prova d’autore, Roy Lichtenstein

Il fumetto è una realtà quotidiana da ormai 50 anni quando Roy Lichtestein presenta le sue tele. Le storie a vignette sono un fenomeno popolare, un divertimento di massa che Lichtenstein sceglie di valorizzare. Gli “eroi a quadretti” sono abbastanza buoni per arredare una parete. Roy Lichtenstein rende visibile il genere del fumetto anche ai non appassionati. Gli spazi bianchi nelle riproduzioni dell’artista sono utili per mettere in evidenza un messaggio breve. Il testo della vignetta è presente e lo sono anche i rumori di scena, onomatopeiche. Voomp, Pop, Crash, Riiing, sono utilizzati dallo sceneggiatore di fumetto per la costruzione della vignetta, sono parte integrante della comunicazione e Lichtenstein sembra capirlo perfettamente.

Tentoonstelling Roy Lichtenstein in Stedelijk Museum . Hier voor een van zijn doeken *3 november 1967

Roy Lichtenstein (1923-1997/Stati Uniti), scattata il 3 novembre 1967

Lichtenstein utilizza i fumetti più commerciali, quelli che hanno una distribuzione maggiore, maggior successo di pubblico, più facilmente reperibili; dalla sua parte, personaggi Walt Disney, ad esempio Michey Mouse, e storie DC Comics

Notata la distanza dello stile fumettistico tra una pubblicazione fresca di stampa e quella raccontata negli anni ’60 da Lichtenstein, si passa a notare il silenzio delle immagini.

Roy-Lichtenstein3

Comics by Roy Lichtenstein

L’eroe è tale per il fatto che si trova calato nelle sue vicende con profondità e passione. In un attimo il personaggio entusiasma; si ha la sensazione di guardare la vita di altri. Le sentenze pronunciate in vignetta sono, improvvisamente, verità univoca. Guardiamo, ad esempio, una donna piangente di Lichtenstein ed ecco che le lacrime diventano qualcosa a cui si assiste. Si attribuisce alla figura disegnata, piena consapevolezza del fatto che si tratti di sfera del suo privato. Non potremmo mai comprendere il motivo profondo della manifestazione di pianto, neanche di fronte ad una dichiarazione stessa del personaggio.
La nettezza dei tratti somatici disegnati permette adesione, crea quella sorta di innamoramento necessario alla strutturazione di un transfert. Essi diventano un modello credibile di comportamento. I personaggi vivono profondamente le loro passioni, dicono cose che normalmente, vista la storia, ci aspetteremmo. Sono…giocabili! I fumetti sono modello di comportamento e di etica, mostrano il genere di relazioni interpersonali da interiorizzare e ricreare, mettono a volte in guardia da pericoli; i personaggi-a-fumetto sono copia del reale e allo stesso tempo disegnano una tendenza comportamentale, in altre parole sono parte della nostra vita. Roy Lichtenstein lo nota negli anni Sessanta.

Lichtenstein è un autore di origini ebree, nato negli Stati Uniti il 27 ottobre 1923, scompare nel 1997. Negli anni Sessanta fu una delle figure principali del movimento Pop-art.

Michey Mouse

Michey Mouse, by Roy Lichtenstein

Esempio Disney. ll famoso topolino dei primi cartoni animati, è muto. Non gli si accompagna comunicazione verbale o sonora. Michey Mouse al timone è spensierato, pieno di fiducia, bacino e gambe morbide, sguardo all’orizzonte. Alla guida di un’imbarcazione fluviale, senza pericoli d’intorno, senza rischio di sbagli di rotta. Michey Mouse di R. L. usa per lo sfondo la tecnica del Ben-day dots.

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1 risposta »

  1. Le onomatopeiche e i fumetti sono risposta interpretativa. L’artista propone, accanto a volti inafferrabili, un senso condensato al motivo della situazione

    Il testo è in chiaro, il contesto è fissato nelle immagini; si ha abbastanza spazio per l’emergere dell’emotività. Personalissima, non giustificata, non mascherata, vergine. Una sfera di sentimento di cui è carico il disegno e che il personaggio indossa con la leggerezza di chi non ha mai avuto specchio. Ecco di nuovo la Pop-art. Il canone principale del movimento si concretizza non tanto nella pura e semplice rivisitazione della massificazione e mercificazione del prodotto, del prodotto fumetto, ma nella scandalosa rappresentazione delle emozioni degli uomini, della trasparenza del pensiero attraverso il volto, la postura, i gesti.

    L’assenza di suono permette l’emergere dell’allegria e sostanziale fiducia nel futuro. Funziona

    Gaps, Sessanta: Pop-art ed è shock; Pop-art: a prova d’autore, Piero Manzoni, quote

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