Arte Contemporanea

Dopoguerra: Action sculpture

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Nel dopoguerra in Europa occidentale così come negli Stati Uniti, la scultura è ricerca della forma naturale; l’artista scolpisce senza preoccuparsi di realizzare una forma riconoscibile e distinta.

La presa di libertà nasce dalla considerazione seguente: la natura crea forme quali le montagne e gli alberi, senza scelta volontaria sulla forma e da questo ragionamento la libertà naturale passa alla scultura, ovvero l’artista scolpisce senza la necessità che la realizzazione assomigli ad una forma già esistente.

Espressionismo astratto

In generale lo scultore espressionista astratto è affascinato dalla forza primigenia e la sua opera ha una grandiosità monumentale.

Henry Moore il più grande tra gli espressionisti astratti scolpisce blocchi compatti.

Nello studio cronologico della sua produzione, si vede a seguito delle prime opere, rapida predominanza per forme rotondeggianti, espansive, in altri termini Moore cerca di riprodurre mammelle, ricrea il ventre materno, infatti le sue opere ricordano sculture preistoriche, veneri della fertilità.

Henry Moore

La produzione più nota di Moore (Leeds 1898/1896) è quella degli anni Sessanta; Moore svolta subito dopo Figura reclinata in tre pezzi del 1961-1962, e inizia a scolpire attraverso l’uso degli spazi vuoti, per mezzo di fori, insomma Moore buca e scava la pietra.

Fora non solo la pietra, ma anche gli stampi per le colate in bronzo, non c’è dubbio sul fatto che quello di Moore oltreché essere un percorso artistico è un percorso concettuale.

Fori di collegamento

L’inglese di Leeds inserisce elementi di richiamo a una visione tridimensionale.

La sua ispirazione è la grande madre; nelle forme tarde Henry Moore usa l’elemento di vuoto, descritto come passaggio; il vuoto nelle opere Moore è spazio in movimento.

Di solito le sue figure presentano un buco che non è altro se non un foro che mette in collegamento le facce della scultura.

Il foro ricorda allo spettatore la presenza di una parte che dalla sua visuale resta non vista.

Altri hanno descritto i buchi come spazio intorno al quale si costruisce la materia, ma questo non è il caso di Moore, che non parte dalla descrizione del buco per mostrare la materia, piuttosto usando blocchi in pietra mastodontici realizza sculture tondeggianti, scolpisce figure che ricordano dee della fertilità con l’intento simbolico è rifarsi alla forza della natura.

Henry Moore in Toscana

La presenza di Henry Moore in Toscana è oltremodo significativa, è infatti nel bacino apuano che ha alcuni dei suoi più cari amici con cui intrattiene un rapporto di sodalizio artistico, tra questi ricordiamo Nardo Dunchi lo scultore carrarese di cui sono ben note le statue forate, oggi esposte nei centri nevralgici della città Carrara.

Sempre nel bacino apuano oltre a Carrara ricordiamo naturalmente Pietrasanta (LU) punto di riferimento di Moore specialmente per l’attività di fonderia.

Mostre

In corso a Firenze dal 18 gennaio 2021 al 18 luglio 2021 presso il Museo del Novecento la mostra Henry Moore, il disegno dello scultore.

Henry Moore, il disegno dello scultore

Organizzata dal Museo del Novecento in collaborazione con la Henry Moore Foundation e con il contributo di Monte dei Paschi di Siena è curata da Sergio Risaliti e da Sebastiano Barassi.

La mostra inaugurata il 18 gennaio resta aperta fino al 18 luglio 2021 è una monografica su Henry Moore che accorpa circa settanta opere dell’artista tra disegni, grafiche e sculture.

Esposto in via eccezionale il cranio di elefante proveniente dallo studio dell’artista che ci ricorda l’ammirazione verso Pablo Picasso che a sua volta fu ispirato dalla figura del toro nell’ambito di una ricerca decostruttivista della forma.

Di interesse peculiare una riflessione che Moore portava avanti e che diventa tratto caratteristico della mostra, l’arte contemporanea erroneamente viene spesso interpretata come atto di evasione dalla realtà, quando invece l’arte è veicolo per addentrarsi nella vita e migliorare il proprio rapporto con la realtà.

Questo errore interpretativo deriva dal fatto che l’opera d’arte contemporanea non riproduce fedelmente ciò che vediamo, ma ha una forte componente astratta, come per esempio è tipico nel periodo verista in generale nell’Ottocento, ma questa discrepanza conoscitiva a cui ci sottopone l’arte contemporanea deve essere un motivo di riflessione indirizzato a comprendere il reale, mettendo di nuovo l’uomo e il suo contesto al centro del processo conoscitivo.

L’arte è una espressione del significato della vita e un’esortazione a impegnarvisi con sforzi ancora maggiori.

Henry Moore

Articolo in aggiornamento.

di Elettra Nicodemi

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